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Motori Ebike: si suddividono in 3 categorie (parte 1)

Si suddividono in tre categorie: “motori centrali” si posizionano tra i pedali, “motori nel mozzo“ si posizionano al mozzo anteriore e al mozzo posteriore, “motori nel telaio”; il centrale è il più utilizzato e facile nella manutenzione, i motori nel telaio vengono utilizzati soprattutto nelle E-Bike da corsa mentre i motori nel mozzo anteriore e posteriore sono di non facile manutenzione.

I motori, amici di lunga durata

Una tecnologia amica, quella del motore. Sin dal XIX secolo aiuta l’umanità a muoversi, portando l’uomo ad essere cittadino del mondo. Il motore elettrico, poi, è stato applicato in numerosi ambiti, non necessariamente legati alla mobilità (si pensi ai cancelli elettrici). Su un’automobile, anche se con motore a combustione abbiamo motori che muovono i tergicristalli, che avviano il motore, che aiutano a sterzare, che mandano in pressione una pompa per assistere in frenata, che alzano e abbassano i finestrini, che regolano specchietti, sedili… siamo circondati da motori; eppure quando si deve scegliere quale montare sulla propria bicicletta, occorre avere qualche informazione in più.

Un po’ di storia

La prima bicicletta motorizzata documentata risale al 1860, data in cui Pierre Michaux dotò la propria bicicletta di un mini motore a vapore, sulla scia del successo delle locomotive a vapore. Nel 1885, un anno prima del lancio del motore a combustione sulle auto, Mr. Daimler inventò la “Reitwagen” che di fatto fu il primo “ciao” della storia, associando a un motore a combustione interna dei pedali per spingere il veicolo fino alla ragguardevole velocità di 12 km/h.

Per le biciclette elettriche bisogna aspettare il 1932 (anche se i primi prototipi risalgono al 1895), quando EMI, una compagnia di proprietà di Philips, propose al mercato un prodotto per l’epoca rivoluzionario, con motore e batteria centrali, mentre il motore al mozzo era solo un prototipo nella testa di alcuni ricercatori di Londra. Dopo la seconda guerra mondiale ci fu il boom delle biciclette dotate di motore a combustione, tra cui alcuni ricorderanno l’aquilotto o il mosquito. La moderna E-Bike nasce a metà anni ’70, quando Panasonic terminò lo sviluppo delle prime biciclette a pedalata assistita come le conosciamo oggi. Bisogna però attendere gli anni ’90 perché la legge europea riconosca la bicicletta a pedalata assistita e la equipari a una bicicletta tradizionale.

LE DIVERSE E-BIKE

Vi sono intanto diverse categorie di biciclette elettriche. In Germania, ad esempio, sono riconosciute 3 categorie: Pedelec25 (250W, 25 km/h, pedalata assistita), Pedelec45 (500W, 45km/h, pedalata assistita) e e-bike45 (45 km/h, con acceleratore).

Negli stati uniti la velocità massima delle bici a pedalata assistita è di 32 km/h (20 mi/h) e la potenza del motore può raggiungere 350W. Nella nostra analisi ci focalizzeremo sull’unica categoria riconosciuta dalla legge italiana, ovvero la “Pedelec25”. Analizzeremo differenti motori, accomunati dal fatto di essere “DC brushless”* e capaci di una potenza nominale di 250W. *un motore DC brushless, o brushless a magneti permanenti, è un motore trifase in cui il rotore è costituito da magneti permanenti, mentre lo statore è un avvolgimento trifase pilotato in modo da creare un campo magnetico rotante a una certa velocità e una certa intensità, tale per cui i magneti siano trascinati e riescano a spingere la rotazione. Questo motore è largamente il più utilizzato nel campo della mobilità leggera.

LE “PEDELEC25”

Quando si cerca una bicicletta a pedalata assistita, occorre valutare le proprie esigenze, di modo da acquistare quanto risponda meglio ad esse. Una prima scrematura si ottiene andando a scegliere il tipo di motorizzazione che si vuole utilizzare. Esistono principalmente 2 tipi di motore per Pedelec25: motori al mozzo e motori centrali.

 

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