E-MTB

E-MTB tra presente, passato e futuro…cosa ci aspetta?

la E-MTB ormai è una consolidata realtà, esplosa letteralmente nel giro di 3/4 anni…

Come avrete certamente notato per boschi e sentieri la E-MTB sta spopolando, non entro ora nel merito dei pro e contro, se n’è parlato fino alla nausea e sempre se ne parlerà.

Senza addentrarci troppo nei meandri della storia, la bicicletta a pedalata assistita in generale ha fatto il suo esordio ad inizio secolo, al pari passo della tecnologia proposta all’epoca; si inventò il motore a scoppio e venne applicato un po’ a tutti i veicoli, si provò il motore elettrico e si replicarono i tentativi. Anche qui si aprirebbe un capitolo infinito, su etica, tecnologia, ecologia, speculazioni industriali ed economiche. Con buona pace di Nikola Tesla e compagnia, sono costretto a sorvolare. Fatto sta che i primi brevetti sono di un secolo fa, e non sono tanto diversi da quelli attuali, motore nel mozzo in primis. Se interessati una rapida Googolata vi darà ore ed ore di scoperte!

Chiaramente la grande limitazione era legata alle batterie, ma questo non limitò l’ingegno umano.

Ma saltiamo avanti di un secolo per occuparci della E-Bike “moderna”. Credo che si possa parlare di “esordi” ufficiali da parte di Panasonic negli anni novanta, ma ancora il problema batterie era limitante.

Nel 2000 le batterie a ioni di litio (tenute nel cassetto da quante decadi) permisero finalmente autonomia e prestazioni decorose.

Quindi ad oggi, il mercato si è veramente variegato, strutturato e offre la proposta a qualsiasi necessità.

La MTB moderna ne ha approfittato a testa bassa (mettiamola così, anche se forse è più vero il contrario) e quindi ogni produttore che si rispetti (tranne ancora veramente pochi super blasonati marchi d’oltre oceano) si sono lanciati nell’elettrificazione dei loro modelli.

D’ora in poi parlerò a ruota libera, facendo qualche considerazione come se tutti voi lettori conosceste bene i marchi del settore.

Prendo come esempio un marchio a cui sono molto legato, fin dalla sua nascita, avendo avuto sia la mitica LTS che XCR (ancora nel mio garage, rigorosamente in termoplastica) ovvero GT. Negli ultimi 20 anni (18 per la precisione) GT si era legata al sistema IDRIVE (con enormi evoluzioni dal sistema originale all’ultimo “ID”); un sistema che “sulla carta” rispondeva all’esigenza di isolare la trasmissione dal movimento della sospensione, ibridandoli bene o male con i vecchi sistemi URT. Il “guaio” è che il “trucco” consisteva in sistemi più o meno complessi che di fatto impedivano l’utilizzo di un motore centrale su tali bici. In America la E-Bike non ha ancora avuto la risonanza che ha qui in Europa, ma anche loro hanno voluto mettere in catalogo una E-Bike…primo segnale di allarme.

Gt sts in termoplastica,qui in foto con le rare ruote spin in carbonio. Alta, altissima tecnologia dello scorso millennio!

In tutta la loro genialità sono riusciti a sfornare un comunissimo sistema monoshock. La cosa attirò la mia attenzione e mi mise la pulce nell’orecchio. Confidavo in qualcosa di rivoluzionario come lo fu’ nel 98 il primo IDRIVE…ma sapevo anche che essendo passati di mano in mano, condividendo con Cannondale e altri marchi la stessa multinazionale, la speranza era veramente appesa ad un filo.

Ed eccoli qui…addirittura il coraggio di chiamare la loro interpretazione di un quadrilatero con giunto horst (brevetto scaduto da poco) LTS come la MITICA….non è che dietro ci sia la voglia di uniformarsi un po’ alla massa (che comunque ha dimostrato di essere capace di stravendere…ah, per “massa” intendo Specialized…) e inserire più facilmente un motore là dove ora tutti lo piazzano?

Sia ben inteso, non ho nulla contro Big S (Specialized), anzi, ho gioito fin dai suoi primi esordi della Enduro 29, con buona pace dei super pro che “ah, ma sullo stretto non curva” “ah, ma va bene solo in autostrada” “ah tre due anni sarà un ricordo” “ah, ennesima manovra di marketing”…Si certo. La fisica parla chiaro, poi se ci vogliamo raccontare che le votec del 97 o giù di lì con ruote da 24” e le Big Hit erano super maneggevoli e passavano su tutto va bene…E che le 26 erano meglio…e che …sai che ormai sono abituato alla 27, 5 anche se la 26 era più agile…ecc ecc…mai provato una bmx? Magari è la vostra strada! Ahahah

Specialized prima di tutti ha mangiato la foglia, ha preso il modello più venduto e riuscito (la mitica Stumpjumper) e l’ha motorizzata. Successo totale.

Anche se non era tutto a fuoco (nonostante gli scienziati della NASA a disposizione e le sfere di cristallo degne di Nostradamus, lo so che non usava la sfera di cristallo) il prodotto ha fatto boom, perfino in America. Anche se come dicevo poco sopra “noi” Europei e soprattutto “noi” Italiani siamo assolutamente più sfaticati e quindi la E-Bike la desideravamo proprio. E ora alla sua ultima evoluzione impone nuovamente sul mercato le ruotone da 29, affina design, distribuzione dei pesi, batteria ecc…insomma, una Mercedes, nulla da dire.

Parliamo di casa nostra? Come non parlare di Thok? marchio “sbucato” dal nulla, e subito diventato oggetto di culto. Niente di esoterico, tutto super collaudato, un design sobrio ma corsaiolo e tutto ciò che può servire all’allmountainer (non esiste questo termine, ma suona bene e rende l’idea), corsa generosa senza sconfinare nell’enduro e gomme che rendono la guida più facile ai neofiti.

Ecco si, I neofiti

La E-Bike (anzi E-MTB) ha aperto la strada ad un sacco di neofiti…lo dico spesso. Ok, in salita c’è l’aiutino..ma in discesa? Ecco che iniziano ad arrivare i primi “morti” e “feriti” (scherzo, ma mica troppo). Se non siete mountain biker di vecchia leva regalatevi un corso. Un po’ come fareste per lo sci. Spesso non basta tirare i freni o andare piano per non essere in pericolo con una MTB. Con una E-MTB peggio, visto il peso maggiore.

Potrei citarne altri ma il Focus di questo articolo probabilmente è più il futuro, ovvero, cosa ci (mi) aspettiamo nei prossimi anni dalla E-MTB…

Già, cosa ci aspettiamo?

Personalmente immagino il mercato diviso in tre fasce, fermo restando un “orientamento” standard dei settori MTB (quindi Trail, All Moutain, Enduro e perfino Freeride/DH…niente xc) a “quelli” piace faticare sul serio. Quindi mi aspetto che alcune categorie si sfumino fino a sparire; lasciando il posto ad una E-MTB FUN, E-All Moutain per definizione, 150 mm fronte retro, gomme plus o 29 (anche generose, lo standard sarà il 2,6 con interessanti divagazione…) e batteria generosa.

E le altre due?

I due estremi: una “light” con comunque 150 mm e gomme mid plus (sempre 2,6) ma anche gommatura standard 2,3 (standard perché c’è comunque un aiutino!) ma motore più leggero e batteria più piccola, come oggi ci fa vedere Lapierre col suo modello dotato di motore FAZUA. Si 16/17 kg, batteria fino a 400Wh (ci arriveremo a breve a 2 kg per tale wattaggio) e pedalare. Un po’ meno di una “muscolare” un po’ di più di una E-MTB classica…Un po’ come dire, usa il tuo Bosch, ma solo in eco e tour…

Se la seconda è “la bella“, inesorabilmente ci sarà “la bestia“…ovvero, più motocross che bici. Non necessariamente con motori più potenti degli attuali, voglio dire, 250 w bastano per divertirsi alla grande, magari con più coppia (Bikee-Bike e TQ docet, 120 nm). Ma più motocrossistiche, mi aspetto a breve selloni, e comunque geometrie rilassatissime, interassi maggiorati e chiaramente 200 mm di corsa. Ben vengano le gommazze, ci stanno. Anche perché, appunto, saranno il mezzo ideale per i motocrossisti che già ora sono “emigrati” verso la E-Bike. Cercano un mezzo più simile a quello che hanno lasciato in garage per mille motivi.

La “bella”: Lapierre con motore fazua. Ma il motore c’è o no?
La “bestia”: ma è una moto! ah no, aspetta, ha i pedali!

Il popolo della E-MTB ha già ben chiari quali siano i talloni d’Achille dei propri mezzi meccanici: Cambio, gomme, catena, telai troppo esili.

Ci stiamo già mobilitando, ma sicuramente i cassetti sono già traboccanti di trovate più o meno “smart“; per ora ci lasciamo solleticare dai sistemi cambio integrati che i più hanno solo conosciuto sulla carta (personalmente provati tutti: PINION, NEOX già elettrico e tutto italiano, e i vari cambi nel mozzo, Roholoff e Shimano Alfine in testa); da decine ormai di proposte di sistemi “simil mousse” a cominciare da MR. Wolf Smartmousse per finire con “l’estremo” racing light PTN (tornerò a breve a parlare di questo argomento) e chi spera in altri sistemi di trasmissione (per ora si è vista la cinghia…e poi) meno vulnerabili degli attuali.

Il pinion, gli manca un motore, come presentarono anni fa, poi sparito. Ci fate aspettare ancora molto?
Neox, tutta italiana, cambio ad 8 marce elettroattuato, monobraccio posteriore, zero cavi a vista!
Le mousse? servono, servono!!!
Insomma…

Un futuro roseo ci attende, personalmente senza paura di assicurazioni o targhette obbligatorie per le nostre E-MTB, e sicuramente ad alta tecnologia.

Probabilmente sarà anche la chiave di volta di un aumento (o ribasso??) dei prezzi che già ora appaiono veramente fuori di ogni logica.

Mozzo con marce interne e cinghia al posto della catena. Zero manutenzione. La spunterà?
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Fil Palmer
Fil Palmer

Ciao sono Fil, UN NORMALE "BIKER DELLA DOMENICA" CON TANTA PASSIONE come voi, con una discreta esperienza. Per necessità, dopo 20 anni di MTB, sono approdato alle E-MTB.

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