Le Dolomiti del Brenta

Le Dolomiti del Brenta, impegnativo ma di rara bellezza

Le Dolomiti del Brenta, impegnativo ma di rara bellezza!

Le Dolomiti del Brenta

Le dolomiti del Brenta sono un luogo speciale per gli appassionati dell’outdoor e dello sport, sci, trekking, innumerevoli vie su roccia e incantevoli paesaggi con vette che superano i 3000 metri. Anche l’ E-Biker trova il suo terreno, in un tour impegnativo che lo ricambia con viste dalla bellezza aspra e impareggiabile.

Non basta essere bravi in bici, meglio capirne anche di montagna, di meteo, pianificare con cura tutti gli aspetti che ci consentono di essere pienamente autosufficienti per completare questo poco praticato anello che parte e si chiude nella piana Rotaliana, terra del Teroldego, un vino, l’oro rosso di queste parti.

Dove

Siamo in Trentino a Mezzolombardo il giro inizia attendendo sulla banchina della stazione il primo treno utile che parte verso la val di Non. Si chiamava la “Vacca Nonesa”, ma lo abbiamo sempre chiamato il tram per distinguerlo dal treno quello vero delle ferrovie dello stato, non troppi anni fa le carrozze erano di ferro e legno, oggi è un moderno e comodo treno che offre ai biker un prezioso servizio anche se i posti bici sono limitati e conviene prenotarli telefonicamente. Appese le due ruote negli appositi stralli, ci si avvia imboccando la stretta gola della Rocchetta, la porta sulla val di Non dove i meleti si distendono a perdita d’occhio ricoprendo alture, declivi e ogni spazio in piano.

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Il viaggiatore, non incollato al telefonino, può godere di viste piacevoli e singolari inerpicandosi sulla salita del Sabino e attraversando la profonda gola alla diga di Santa Giustina che sbarra la corsa del torrente Noce, un impressionante muro di 152 metri e mezzo, uno fra i più alti d’Europa. Costeggiato il lago che la diga forma si arriva alla stretta di Mostizzolo dove inizia la val di Sole che si percorre di lato all’impetuoso e ancora libero torrente. Dopo circa 1 ora dalla partenza sia arriva destinazione: Dimaro dove ha inizio il tour pedalato.

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Risalendo la bella valle del Meledrio ci sono 14 km e 900 metri di dislivello per arrivare a Campo Carlo Magno, ed è qui che si decide se pedalare altri 8 km e ulteriori 800 metri per conquistare il punto più alto del giro a 2448 metri o salire sulla cabinovia che in dieci o poco più minuti ci porta a destinazione.

Giunti in alto basteranno poche pedalate sopra il rifugio Stoppani per trovarsi immediatamente distanti dalla folla dei turisti, da qui inizia la parte del giro che per 10 km porterà il biker ad attraversare questi monti pallidi su sentieri parecchio ruvidi sempre sopra i duemila metri di quota.

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I MONTI PALLIDI

Il Turrion Basso si stacca netto dai pascoli di campo Flavona svettando nel cielo azzurro un bel po’ sopra le nostre bocche aperte, oltrepassiamo vasti valloni e distese incorniciate da montagne maestose, il paesaggio è solitario, gli incontri con coloro che praticano questi sentieri a piedi non sono frequenti. Gli amanti del selvaggio apprezzeranno il passo della Gaiarda e la dura discesa che segue lungo lo stretto e scosceso sentiero che porta alla malga Spora. Proprio in vista della costruzione e del meritato riposo in questo bellissimo luogo che il biker deve superare in sella o a piedi il tratto più duro del giro, un canalone dove il sentiero ha fondo instabile e curve a gomito.

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Malga Spora è un luogo magnifico che si raggiunge solo a piedi, se non in bici, il telefono non prende, l’unico campo è d’erba, la polenta non è pronta prima di mezzo giorno e il caffè lo fanno solamente con la moka. Una volta rifocillati e ripartiti si pedala l’ampia e spettacolare distesa erbosa si sale un declivio per un ultimo sguardo a questo paradiso poi giù, inizia l’ennesima discesa tecnica puntando a bivio per Spormaggiore e evitare la temuta gola di Fontana Fredda.  La destinazione però è Andalo, un brulicante centro turistico dove gli impianti di risalita portano in alto i numerosi biker che percorrono i sentieri della Paganella ed il noto Bear Trail.

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Purtroppo arrivati a questo punto l’asfalto è inevitabile per raggiungere Fai della Paganella il paese da dove coloro che avranno una traccia sicura o una guida esperta, potranno godere l’ultima emozione di una lunga giornata, il sentiero che corre sopra la valle dell’Adige che raggiunge 900 metri più in basso Mezzolombardo.

Traversata del Brenta da Dimaro – Mezzolombardo

Lunghezza da Dimaro 56,27 km. S

Ascesa totale 2.369 m. 1584 m. se si prende la cabinovia del Grostè

Discesa totale 2.911 m

Tempo: da Mezzolombardo circa 7/8 ore con l’uso della cabinovia.

L’Itinerario. Estremamente impegnativo, riservato a biker molto esperti. Dal passo del Grostè al passo della Gaiarda il percorso è costantemente sopra i 2000 metri, alcune sezioni richiedono doti trialistiche. Particolare attenzione alla discesa su malga Spora.

Consumi: 100% di 500 watt.

Periodo: giugno – settembre, informarsi sullo stato di scioglimento neve in quota.

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Il GIRO IN SEZIONI: Le Dolomiti del Brenta
Dimaro – Campo Carlo Magno km 14.00 D+ Ascesa 957 mt. Discesa 74 mt. Strada forestale
Campo Carlo Magno – passo Grostè km. 8.00 Ascesa 813mt. Discesa18 mt. Strada forestale.
Passo del Grostè – bivio su strada di Selva Piana km 10.80 Ascesa 157 Discesa totale 1599 mt. Sentieri tecnici.  Attenzione al bivio per Spormaggiore.
Bivio su strada Selva Piana – Fai della Paganella km 11.5 Ascesa 262 mt. Discesa 307 mt. Strada bianca asfalto.
Fai della Paganella – Mezzolombardo. Km.9.5 Ascesa 180 mt Discesa 913 mt. Sentiero. 

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Consigli: La salita in cabinovia fa risparmiare molto tempo e soprattutto batteria, diversamente sarà indispensabile una ricarica che si potrà fare a Madonna di Campiglio. Quindi, se volete pedalare tutto il pedalabile è indispensabile essere in sella molto presto a Dimaro.   Entrati nei sentieri in quota non ci sono più punti di appoggio fino al paese di Andalo fatta salva malga Spora, solo acqua e cibo.  Chiude agli inizi di settembre. Cabinovia: porta una sola bike, per le misure grandi meglio levare la ruota anteriore.  Attenzione, a seguito del vento di ottobre 2018 è bene controllare che i sentieri siano percorribili. È opportuno Informarsi circa la regolamentazione MTB sui sentieri di montagna in Trentino.

AMBIENTE
Salita
Discesa
AVVENTURA
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