Mountain Bike, consigli per la guida

Mountain Bike, consigli per la guida…

Mountain Bike, consigli per la guida. Consigli su come condurre al meglio la tua E-Bike al meglio su ogni tipo di terreno o pendenza. La pratica è l’unica cosa che ti permette di migliorarti, ma con i giusti consigli saprai affrontare al meglio ogni difficoltà.

Mountain Bike, consigli per la guida

Con questa introduzione non voglio affatto avere la presunzione di spiegare tutto il mondo delle biciclette, ma cercherò di fare in modo semplice un “mini riassunto” della teoria di base sufficiente ed indispensabile per un approccio basilare e sicuro soprattutto per chi inizia.

Il discorso è valido principalmente per chi pratica MTB, la bicicletta nata per muoversi anche fuori dai percorsi asfaltati, e per chi vuole apprendere sin da subito le basi per un metodo corretto alla guida.

Ovviamente tutte le MTB hanno una forcella ammortizzata per smorzare le sollecitazioni sulla ruota anteriore (cosiddette Front) e che molte sono dotate anche del mono o sospensione posteriore (chiamate Full o biammortizzate); a seconda della categoria scelta si potrà avere una determinata escursione degli ammortizzatori che non comporterà però differenze nella guida.

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Un altro elemento nato una decina di anni fa e ormai considerato fondamentale cosicché tutti noi lo montiamo non appena acquistiamo una nuova bike è il tubo reggisella telescopico diventato oggi molto utilizzato anche nel mondo del cross country; questo strumento si mostra infatti molto utile per poter affrontare meglio i tratti in discesa senza avere la sella ad intralciare il nostro corpo in cerca della posizione migliore.

Esso ci consente di abbassare e alzare la sella mentre stiamo pedalando garantendo la massima efficienza sia in salita che in discesa. Nei modelli più evoluti il comando per azionare questo sali-scendi si trova sul manubrio mentre negli altri sotto la sella.

Guida passiva e guida attiva

Quali sono le principali e sostanziali  differenze fra la guida attiva e quella passiva? Vediamole qui di seguito.

La guida passiva: comporta sostanzialmente il fatto di stare seduti sul sellino e farsi portare dalla bici senza muoversi e senza cercare di bilanciare i pesi sulla bici stessa.

GUIDA PASSIVA

La guida attiva: merita da parte nostra un maggiore approfondimento. Si utilizza sia in salita che in discesa, è una tipologia di guida che porta un movimento in senso longitudinale o trasversale rispetto al senso di marcia della bici; in piedi o seduti.

Questa modalità di approccio alla guida presenta molteplici aspetti positivi tra cui i più importanti sono i seguenti:

  • permettere di mantenere il baricentro del nostro corpo centrale alla bici;
  • consentire di ammortizzare con le braccia e le gambe, quando siamo in piedi, tutte le sollecitazioni del terreno che arrivano tramite la bici così da ridurre il peso stesso sulla forcella e sul mono;
  • concedere anche in salita la possibilità di bilanciare il peso e di mantenere corretto il baricentro.
GUIDA ATTIVA
Spieghiamo ora come si comportano il baricentro e il peso della bici.

Se ci sediamo su una ebike o su una mountain bike muscolare il baricentro è differente e di conseguenza le reazioni sono diverse.

Una ebike ha un baricentro più basso e permette di avere meno problematiche rispetto a una muscolare poiché offre maggior stabilità e semplicità di guida; si tratta di una due-ruote più “piantata a terra” anche se permette meno di seguire le traiettorie.

Una bici muscolare per contro ha il baricentro alto ed è più “ ballerina” anche se la gestione si mostra meno impegnativa.

La posizione base in discesa

In bicicletta quando si affronta una discesa occorre stare con la sella bassa per evitare che ci dia intralcio nel movimento (ed ecco che viene comodo il reggisella telescopico di cui abbiamo parlato prima). Le gambe devono essere  leggermente flesse e i piedi tenuti pari sui pedali. Le ginocchia un poco fuori asse rispetto ai pedali.

Il busto deve essere piegato in avanti in modo da mantenere un’ impugnatura del manubrio con braccia flesse tenute il più larghe possibile e stringendo saldamente le manopole.

Su ogni leva del freno va apposto il solo dito indice. Non serve infatti utilizzare un numero maggiore di dita perché i freni odierni hanno molta resa rispetto ai vecchi tipi. Questa posizione permette così di avere il peso distribuito in modo uguale sulle ruote.

Quando dobbiamo affrontare una curva occorre effettuare una torsione del busto, girare anche la testa e lo sguardo nella direzione in cui vogliamo dirigerci. Il piede esterno alla curva va abbassato tenendo i piedi sui pedali.

Nel momento di curvare avremo quindi il piede esterno più basso rispetto a quello interno; questo ci aiuterà molto a fare la curva senza sforzo caricando tutto il nostro peso sul pedale esterno.

Mountain Bike

Questo triplice movimento, busto-testa-piedi, fornisce alla bici la possibilità di essere schiacciata a terra caricando tutto il peso sul pedale; e fare inclinare la bici internamente alla curva di modo che non scivoli con la ruota anteriore. Potendo così percorrere la curva anche con velocità superiori.

Ricordarsi sempre di guardare distante per scegliere la linea migliore e mai fissarsi sull’ostacolo che abbiamo subito lì davanti alla ruota.

Nel momento in cui affrontiamo una discesa più ripida e la bici tendere a sollevarsi con la ruota posteriore poiché il  baricentro si sposta tutto in avanti; basta semplicemente portarsi indietro progressivamente per controbilanciare per poi tornare nella posizione iniziale centrale .

La posizione in salita

Questa volta la sella sarà tutta alzata in modo da pedalare in maniera corretta ed avere una maggiore pressione sui pedali.

Differisce per il fatto che siamo principalmente seduti. Pedalando, se dobbiamo affrontare una parte particolarmente ripida oppure uno scalino, basta semplicemente spostarsi sulla parte anteriore della sella, stringere i gomiti verso l’interno e piegarsi in avanti; cosí facendo si carica l’anteriore evitando che così si alzi la ruota davanti.

Finito il pezzo difficoltoso torneremo nella posizione normale. Anche in salita lo sguardo è importante e deve essere sempre rivolto distante per evitare i pezzi più sconnessi e trovare la traiettoria migliore. Quando si deve curvare ricordarsi di girare lo sguardo verso la direzione dove vogliamo andare; così che il busto effettuerà una torsione e permetterà di girare in automatico il manubrio.

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Paolo Ferrando
Paolo Ferrando

Guida di MTB. Insegno a scuola ai bambini. Membro Accademia Nazionale di mtb; del direttivo di FIAB Imperia e di un’ associazione sportiva ciclistica.

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